Aprire una tabaccheria in Italia si pone quale scelta imprenditoriale interessante e potenzialmente redditizia. Il settore dei tabacchi, attualmente, non risente delle stesse oscillazioni di mercato di altri comparti commerciali e garantisce un flusso costante di clientela. Nonostante ciò, avviare un’attività di questo tipo non è semplice: occorre rispettare precise normative, ottenere la licenza e adeguare il locale agli standard richiesti, sia sotto il profilo amministrativo che strutturale e di sicurezza.
Negozio di tabaccheria: come aprirlo?
Per aprire un negozio di tabaccheria è necessario valutare con attenzione l’organizzazione degli spazi, la sicurezza e l’arredamento dell’attività. In questo contesto, Blind Expo rappresenta un punto di riferimento per chi desidera affidarsi a professionisti del settore. Grazie a soluzioni come l’espositore blindato per tabacchi e sigarette, richiudibile con un semplice giro di chiave e completamente personalizzabile, è possibile garantire un elevato livello di protezione e un design studiato per ottimizzare la disposizione dei prodotti e migliorare l’esperienza d’acquisto.
Oltre all’aspetto logistico, è necessario predisporre il locale secondo i requisiti previsti dalla normativa vigente. Questo include l’ottenimento della licenza, la conformità agli standard igienico-sanitari e di sicurezza, nonché il rispetto delle distanze minime da altre attività analoghe.
Quali sono le normative vigenti
Come accennato, questa attività è remunerativa e presa in considerazione come lavoro per gli under 34.
La disciplina che regola l’apertura di una tabaccheria in Italia è molto precisa e dettagliata, in quanto si tratta di una concessione statale. Il settore, infatti, è sotto il diretto controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che stabilisce i criteri per il rilascio delle licenze e per la gestione delle attività.
Una tabaccheria non si limita esclusivamente alla vendita di sigarette e prodotti derivati dal tabacco. Molti esercenti scelgono di integrare altri servizi per diversificare l’offerta e aumentare la clientela: ricevitoria per il gioco del Lotto e SuperEnalotto, pagamento di bollettini e utenze, vendita di valori bollati, biglietti di trasporto o ricariche telefoniche. Alcuni tabacchini associano oltremodo la vendita di giornali, articoli da regalo o piccoli servizi di bar.
Si dovrebbe distinguere la tabaccheria tradizionale dai negozi specializzati in sigarette elettroniche e prodotti per il vaping. Questi ultimi, infatti, non rientrano nel regime delle tabaccherie e seguono normative differenti, meno stringenti.
Diverse tipologie di rivendita di tabacchi
Secondo l’ADM, le rivendite di tabacchi si distinguono in:
- rivendite ordinarie, ovvero le classiche tabaccherie aperte al pubblico;
- rivendite speciali, collocate in luoghi ad alto flusso come stazioni, aeroporti, porti, caserme e istituti penitenziari;
- patentino di rivendita, che autorizza determinati esercenti (come bar molto frequentati) a vendere tabacchi acquistandoli da una tabaccheria vicina;
- distributori automatici, installati nelle immediate vicinanze della tabaccheria e collegati all’attività principale.
Requisiti territoriali e distanze minime
Un elemento da considerare e è il rispetto delle distanze tra tabaccherie già presenti sul territorio. I limiti stabiliti sono:
- 300 mt nei territori comunali che contano meno di n. 30.000 abitanti;
- 250 mt nei territori comunali con una popolazione che va dai 30.000 ai 100.000 abitanti;
- 200 mt nei territori di Comuni con oltre 100.000 cittadini.
In aggiunta, nei piccoli Comuni è consentita l’apertura di una tabaccheria ogni 1.500 abitanti, salvo eccezioni qualora l’attività si trovi a una distanza minima di 600 metri da un’altra rivendita.
Oltre alle distanze territoriali, l’ADM valuta la produttività potenziale della nuova tabaccheria. Lo Stato, infatti, prima di concedere la licenza, verifica che l’attività abbia concrete possibilità di sostenibilità economica. Per stabilirlo, si prende come parametro l’aggio, ovvero la percentuale riconosciuta al rivenditore sul prezzo di vendita dei tabacchi, calcolata in base al ricavo netto delle tre tabaccherie più vicine.