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Quando nel 2002 il Collegio dei Docenti dell'Alfano I decise di affrontare la sfida della realizzazione di un Sistema di Gestione per la Qualità secondo la norma internazionale ISO 9001 le perplessità erano molte, legate soprattutto alla percezione di più elementi di difficoltà:
- l'introduzione di termini e metodi sentiti come lontani dal mondo della scuola;
- la complessità della vita e delle attività di un'istituzione scolastica a cui stava stretta la logica aziendalista che parla di "prodotto", di "cliente"; molte nostre attività sono, infatti, difficilmente schematizzabili nelle loro variabili, ma dipendono dall'abilità e dalla sensibilità degli attori in gioco, sia "erogatori che fruitori del servizio"; non basta progettare con accuratezza e metter su un processo senza sbavature per ottenere dei risultati certi;
- la paura di entrare in un sistema in cui la valutazione poteva essere intesa non come verifica della bontà di un processo ma come individuazione del "colpevole" o del "meritevole" in una logica di personalizzazione eccessiva.
Più di tutti convinto della validità di questa sfida, il nostro Dirigente Scolastico, prof. Antonio Lepre, ci ha condotti alla consapevolezza che nella nostra scuola erano già attivati progetti di miglioramento sia nell'ambito della didattica che dell'organizzazione e che, sfrondando un po' la gran massa di concetti e di termini, sarebbe venuta alla luce la vera natura della ricerca della Qualità:
- creare un ambiente di lavoro sereno ed operoso, dove anche la trasparenza fosse elemento di maggior coesione fra le persone, eliminando i possibili fraintendimenti;
- sostenere quell'approccio collettivo-cooperativistico a tutte le attività, che costituisce necessario superamento della logica individualistica che è stata caratteristica da sempre della Scuola italiana in generale, e dei licei in particolare;
- individuare e valorizzare i punti di forza della scuola per poterne trarre elemento di soddisfazione personale e collettiva e stimolo a far meglio;
- individuare e tentare di eliminare gli inevitabili errori e/o sbavature, non in una logica punitiva, ma in una logica familiare di discussione su ciò che non va per poter prendere decisioni serene e ponderate e migliorare le condizioni "di vita" di tutti;
- eliminare la convinzione che la capacità di gestione di una organizzazione, di una attività, di una classe debba essere una "dote innata" e non un'arte che si impara ogni giorno e che va codificata perché diventi patrimonio di tutti.
Ecco perché, nonostante i dubbi, le perplessità, la fatica, l'impegno abbiamo continuato su questa strada e il presente Manuale è di questo cammino punto di arrivo e punto di partenza.
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